
Basta poco per rovinare un viaggio: un banale taglio che brucia quando facciamo il bagno, un torcicollo, un’ustione da medusa. Per tamponare i danni o prevenirli, è utile portare con sé un piccolo kit di sopravvivenza che ci seguirà nello zaino o nel marsupio in ogni spostamento. L’ingombro dev’essere, ovviamente, il più ridotto possibile. Per ospitare i prodotti di pronto intervento potete utilizzare una pochette, una piccola busta di plastica spessa, una tasca del marsupio o della borsa, o qualunque scomparto isolato da polvere e sole. E’ inutile portare le scatole intere di farmaci o cerotti: prelevate tre o quattro blister di ogni medicinale e il foglietto illustrativo se temete di non ricordare le modalità d’uso. Ecco un elenco di prodotti che potrebbero essere utili:
- Antinfiammatori (i cosiddetti “analgesici”) da banco. Portate con voi quello di cui conoscete meglio l’effetto su di voi. Ricordate che la stragrande maggioranza di questi farmaci va assunta a stomaco pieno, tranne quando espressamente indicato il contrario sulla confezione o nel foglietto illustrativo. Ricordate che i farmaci più efficaci per abbassare la temperatura corporea in caso di febbre da “insolazione” sono l’acido acetilsalicilico (Aspirina) e il paracetamolo (Tachipirina); i farmaci più efficaci per i dolori muscolari o la cefalea sono la nimesulide (Aulin), ketoprofene e ibuprofene (Toprek, Moment, Brufen). In caso di emergenza, se dovete combattere rapidamente il dolore e non avete modo di mettere qualcosa sullo stomaco o bere un bicchiere d’acqua, potete assumere una bustina di farmaco granulare (tipicamente nimesulide) sotto la lingua e farlo sciogliere lentamente.
- Antistaminici. Ne esistono di vario tipo, tutti da banco. Alcuni, tipo il dimenidrinato (Xamamina) sono consigliati per prevenire la cinetosi, ovvero il senso di nausea che insorge con gli spostamenti in alcuni mezzi di trasporto. Altri, come l’ebastina (Kestine), sono efficaci contro le allergie da pollini o polvere; altri ancora, come la triprolidina, fanno parte della composizione di farmaci decongestionanti come l’Actifed o l’Actigrip. Come regola generale, portate con voi un farmaco contro la cinetosi solo se soffrite di questo disturbo. Se invece rischiate di soffrire di allergia a pollini o polvere o peli di animale, potete portar con voi un farmaco decongestionante che, oltre ad essere efficacissimo contro la rinite, potrebbe anche esservi utile in caso di raffreddore. Ricordate tuttavia che i farmaci decongestionanti contengono come principio attivo, oltre all’antistaminico, un vasocostrittore detto pseudefedrina, controindicato in caso di obesità o problemi cardiovascolari.

- Antidiarroici. Tutti i farmaci come la loperamide (Dissenten) sono dei palliativi che permettono di controllare le coliche diarroiche ma che non agiscono sulle cause. Se temete che la causa del vostro disturbo sia una tossinfezione alimentare, rivolgetevi a un medico. Spesso e volentieri, però, specialmente d’estate, la diarrea è scatenata da sbalzi termici a carico dell’addome. E’ un classico dei paesi tropicali: andare a pranzo, magari con il costume da bagno non perfettamente asciutto, passando dal torrido esterno al gelo del ristorante (e viceversa) può essere sufficiente a rovinarvi un paio di giorni di vacanza. Prima di incolpare la cucina locale, quindi, fate un po’ di autocritica e, se serve, salvatevi con una compressina. Ricordatevi che, se siete colpiti da diarrea, la vostra priorità è reidratarvi bevendo spesso liquidi non freddissimi.
- Cerotti, adesivo cianoacrilico. Sull’uso dei cerotti, niente da segnalare. In caso di tagli dai margini netti (tipo quelli provocati da un foglio di carta), un aiuto provvidenziale è dato dall’adesivo cianoacrilico (Attak). Disinfettate il taglio, fate collabire (unire) i lembi e, aiutandovi con uno stuzzicadenti o analogo piccolo utensile, spennellatelo con un sottile velo di adesivo. Poi, subito sotto il rubinetto. A contatto con l’acqua il cianoacrilato cristallizza e perde ogni adesività superficiale, formando una patina protettiva che renderà il taglio del tutto indolore. Potete tornare alle normali attività. Nel corso delle ore (o dei giorni) l’adesivo verrà via un po’ alla volta, esponendo alla fine il taglio perfettamente rimarginato. Qualora vi poniate scrupoli sull’utilizzo “improprio” della sostanza, rassicuratevi: la versione “professionale” viene utilizzata in chirurgia vascolare.
- Pomate lenitive per le scottature. La più nota è la Foille, a base di benzocaina, alcol benzilico e cloroxilenolo. Si tratta di prodotti dall’azione anestetica e disinfettante che rendono più sopportabile il fastidio derivante da un’ustione e riducono lo stimolo a grattarsi. Non hanno azione sulle tossine urticanti di insetti, meduse o ortica. Le tossine possono essere distrutte da stick che rilasciano sostanze ammoniacali tramite un applicatore tipo pennarello; non se ne può abusare e sono consigliabili per piccole lesioni. In caso di incontri molto dolorosi con api, vespe o meduse, meglio rivolgersi al medico. Appena avvenuto il contatto, ricordatevi che in caso di puntura di insetti è opportuno applicare ghiaccio per ridurre la diffusione della tossina; in caso di ustione da medusa, sciacquate con acqua di mare (non acqua dolce) e ricoprite la parte interessata con sabbia calda. Il lavaggio con acqua dolce e l’applicazione di freddo possono favorire l’ulteriore attività delle cellule urticanti eventualmente rimaste attaccate alla pelle.

Le cose da non fare senza controllo medico:
- assumere antibiotici. L’automedicazione rischia di fare danni in quanto gli antibiotici vanno assunti solo in caso di infezione batterica conclamata. Non sono efficaci in caso di infezioni virali (quindi non vanno assunti per raffreddori o influenze, a meno che non siano insorte complicazioni diagnosticate dal medico). Devono essere assunti per un ciclo che ha una durata minima di efficacia (di solito 5 giorni), altrimenti si rischia di selezionare dei batteri che la volta successiva saranno resistenti e saremo obbligati a cambiare farmaco.
- auto-medicare gli occhi. Ricordate che un collirio lenitivo non deve essere applicato se vi siete graffiati la cornea e sentite un senso di corpo estraneo; idem per le lacrime artificiali. Se avvertite un senso di fastidio persistente, provate a sciacquare con soluzione fisiologica (o acqua minerale con un pizzico di sale) e, se non passa, fatevi visistare.

W.
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